NOTIZI@RIO

Eventi
ADSL a San Gabriele

2011-01-10
Di Il Resto del Carlino

Eventi
Ben arrivata ADSL a San Gabriele !

2010-12-31
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
ADSL a San Gabriele-Mondonuovo entro il 2010 !

2010-09-02
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
Digital divide: banda larga per 80mila cittadini in più grazie all’accordo tra Regione Emilia Romagna, Lepida e Telecom Italia

2010-09-02
Di www.key4biz.it

Eventi
Incontro con Sindaco e Assessore

2010-05-28
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
Riunione del comitato PRO banda larga per Baricella

2010-05-27
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
A Baricella arriva la talpa – il comitato si riunisce per fare il punto della situazione

2010-05-26
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
Il GMFE - Guglielmo Marconi Global Forum & Exibition

2009-04-13
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
Bye-Bye fibra ottica

2008-12-01
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
Corsa contro il tempo per Wi-Max entro fine anno le prime antenne

2008-11-19
Di La Repubblica

Eventi
Resta di stucco, è un barbatrucco !

2008-11-09
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
Adsl – situazione attuale e prospettive future

2008-11-01
Di Il Municipio

Eventi
Banda larga e Governo, un rinvio tira l'altro

2008-10-30
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
Sviluppo economico, la banda larga paga il conto

2008-10-27
Di Il Sole 24 ore.com

Eventi
Fibra ottica più lontana da San Gabriele ?

2008-10-11
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
Veloce e senza fili, ecco il WiMax

2008-10-02
Di Alessandro Longo

Eventi
Le risposte alle nostre domande

2008-09-30
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
Le risposte alle nostre domande

2008-09-29
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
Avanti !

2008-09-25
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
Il nostro bellissimo 11 settembre.

2008-09-14
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
E' ARRIVATA !!!

2008-09-04
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
Programma operativo 2008 del Piano Telematico Regionale

2008-08-30
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
La linea ADSL sarà attiva a Baricella nei primi giorni di settembre

2008-08-21
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
A quando l'attivazione della linea ADSL ?

2008-08-05
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
ADSL, via ai contratti !!!

2008-07-29
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
Prossimi al traguardo ?

2008-06-20
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
Giugno andiamo, è tempo di scavare

2008-06-13
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
Relazione sulla Consulta di frazione di San Gabriele

2008-05-15
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
14/05/2008: Consulta di frazione di San Gabriele

2008-05-08
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
Verifica copertura ADSL - manuale per il fai da te

2008-04-21
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
ADSL A BARICELLA: ORMAI E' FATTA!!!

2008-04-18
Di Il Municipio

Eventi
Baricella in festa. Ora Molinella ci conta

2008-04-11
Di Matteo Radogna

Eventi
Emilia-Romagna prima in 'banda larga'

2008-04-07
Di Regione Emilia-Romagna

Eventi
Firmato l'accordo per l'ADSL a Baricella !

2008-03-29
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
Assemblea pubblica del 07/04/2008

2008-03-23
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
Baricella fa il conto alla rovescia per l' ADSL

2008-03-16
Di Matteo Radogna

Eventi
WiMax: chiusa l’asta dei record, l’Italia riuscirà a colmare il gap con l’Europa della banda larga?

2008-02-28
Di Alessandra Talarico

Eventi
WiMax, fra 2 anni (quasi) tutti coperti da Internet a banda larga

2008-02-28
Di Alessia Grossi

Eventi
WiMax, chiusa l'asta a quota 136 miliardi

2008-02-28
Di Claudio Tucci

Eventi
Grazie !

2008-02-28
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
Il giorno della verità

2008-02-28
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
Un ulteriore impegno preso dalla Regione Emilia-Romagna

2008-02-23
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
Mediaset si ritira dalla gara Wimax

2008-02-23
Di Carmine Fotina

Eventi
Acantho punta sul WiMax in Emilia-Romagna

2008-02-22
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
Asta WiMax, si ritira Mediaset

2008-02-21
Di Alessandro Longo

Eventi
Basta con le parole, è tempo di Adsl

2008-02-12
Di Il Resto del Carlino

Eventi
Mercoledì 20 febbraio, ore 20.45, assemblea pubblica organizzata dal Comitato

2008-02-04
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
LA BANDA DEL CAVO

2008-01-26
Di Gianni del Vecchio

Eventi
In che mani siamo ? Lo scopriremo il 28/02/2008

2008-01-24
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
Rinviata al 24/01/2008 la riunione del 16/01/2008

2008-01-16
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
Fumata bianca a Baricella

2007-12-15
Di Matteo Radogna

Eventi
IL COMUNE RAPPRESENTA IL COMITATO. L'ADSL va in Regione.

2007-11-25
Di Matteo Radogna

Eventi
Si costituisce il COMITATO CIVICO PRO

2007-11-14
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
Emilia-Romagna, obiettivo 100% in rete

2007-11-08
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
Manca la linea ADSL. Il Comune ha le mani legate.

2007-10-19
Di Matteo Radogna

Eventi
La banda larga si estende a cittadini e imprese della Provincia di Parma

2007-10-02
Di Provincia di Parma

Eventi
Presentazione dell’accordo sulla banda larga tra Provincia di Parma, Enia e Telecom

2007-10-01
Di Provincia di Parma

Eventi
Progetti contro il digital divide

2007-08-01
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
L’Emilia-Romagna per il superamento del Digital Divide

2007-06-14
Di Regione Emilia-Romagna

Eventi
PiTER - il piano telematico 2007-2009 della Regione

2007-05-29
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
Interrogazione regionale sul digital divide

2006-08-09
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
Intervento di Mauro Fizzoni al convegno di Sasso Marconi

2006-06-20
Di COMITATO CIVICO PRO

Eventi
Alcune aree industriali ancora scoperte dalle linee veloci, ma uniti si può fare molto.

2005-03-18
Di COMITATO CIVICO PRO

LA BANDA DEL CAVO

Gianni del Vecchio

Ai manager diarie da capogiro e senza alcun rendiconto

A 56 kappa oggi non vai più da nessuna parte. Ma questa è l'Italia a due velocità, il Paese del terziario avanzato dove i diseredati dell' Adsl restano ciechi, muti e sordi. Nel 2003 Maurizio Gasparri, da ministro delle Comunicazioni del governo delle tre "i" (Internet. Inglese, Impresa), aveva provato a ridurre il "digital divide". "Estendere le opportunità d'accesso alla banda larga in tutte le aree sottoutilizzate del Paese", ecco l'idea di partenza, che si traduceva nell'andate a collegare le zone che gli operatori privati non hanno convenienza a coprire. Ma i suoi sforzi si sono tradotti nell'ennesimo caso di sprechi, clientelismo e inefficienza. Una storia che porta il nome di Infratel Italia, società pubblica che nei primi due anni di vita ha tatto tanti progetti, ma non ha posato neanche un cavo. Soldi però ne ha spesi a ruota libera, in stipendi e consulenze.
Infratel viene tenuta a battesimo nel dicembre 2003 da Gasparri. La società nasce da una convenzione fra il suo dicastero e la finanziaria d' investimenti pubblica Sviluppo Italia, che ne detiene la quasi totalità delle azioni (99 per cento). E ovviamente viene creata a immagine e somiglianza del ministro. Il colonnello di Alleanza nazionale piazza tutti i suoi uomini più fidati nelle principali posizioni di potere, presidiando in modo feudale oltre metà del consiglio di amministrazione. A partire dalla nomina a presidente di Francesco Chirichigno, suo consulente, passando per Gianluca Perrillo, altro consigliere personale, Giuseppe Del Villano, dirigente del ministero, e Mario Fiorentino, vice-capo di gabinetto. Poi ci sono un posto riservato a Marco Staderini dell' Udc, e un paio di poltrone per Massimo Caputi e Bruno Giancaterino di Sviluppo Italia.
Mano pesante anche sul comitato d'indirizzo, organo in teoria indipendente. Ma in un evidente conflitto d'interessi tra controllore e controllato, su queste poltrone finiscono altri due dirigenti di Sviluppo Italia, Amadio Salvi e Francesco Scalia, e tre dirigenti del ministero. Varata la nave, a Chirichigno non pare vero di poter finalmente tornare al suo vecchio amore, le telecomunicazioni. Dal 1994 al 1997 era stato amministratore delegato di Telecom Italia, per poi andarsene sbattendo la porta dopo essersi visto bocciare il progetto "Socrate". Da un progetto di banda larga all'altro. Peccato che l'ex boss Telecom non si rassegni al fatto di essere stato messo a capo di una società che invece di inseguire le logiche di mercato dovrebbe andare a intervenire là dove il mercato fallisce. Chirichigno inizia col regalarsi uno stipendio da manager di grande azienda, che una fonte interna a Infratel ci rivela librarsi intorno ai 450 mila euro l'anno. Invece di concentrarsi sull'indispensabile, Infratel dedica tempo e risorse a progetti finanziati dalle singole regioni, che finiscono per andare a creare reti metropolitane (le cosiddette Man - Metropolitan Area Network) in zone dove altri operatori sono già presenti. E questo nonostante la dote di partenza sia un finanziamento Cipe di circa 300 milioni di euro. Somma che di per sé non bastava neanche a coprire il digital divide nel Mezzogiorno, compito primario di Infratel.
Il fenomeno del duplicamento viene confermato da Paola Manacorda, del Comitato interministeriale Banda Larga: "Quest'anno ci sì è resi conto che sulla banda larga non si poteva andare in ordine sparso, perché quando non c'è un raccordo si vanno a fare doppioni. E' successo soprattutto in Puglia, dove ormai c'è una copertura molto alta, alla quale però non corrisponde un adeguato utilizzo della broadband". In passato, continua Manacorda, gli interventi di Infratel sono stati fatti "a prescindere da ciò che c'era già sul terreno, quando invece il senso è quello di andare a fare operazioni di rammendo solo dove il digitai divide è conclamato".
Ora, un faro sulla gestione Gasparri-Chirichigno è staro acceso dala Corte dei Conti. In una relazione dello scorso ottobre, la magistratura contabile mette a nudo tutte le storture. A cominciare dal fatto che per quasi due anni, dal marzo 2004 al dicembre 2005, tutti i soldi spesi da Infratel sono andati a manager, dipendenti e consulenti. I compensi per i dirigenti, poi, (circa 2 milioni di euro in tutto) sono stati distribuiti in modo forfettario, ossia senza rendicontazione precisa. Si tratta di tariffe giornaliere, che vanno da un minimo di 500 a un massimo di 1.200 euro, al netto delle spese di viaggio e di soggiorno. Diarie mostruose, pagare con denaro pubblico. Ma la denuncia della Corte dei Conti non finisce qui. C'è anche il capitolo consulenze, che nell'era Chirichigno ammontano a più di 700 mila euro. Ma più che sull'entità della cifra, la Corte si concentra sulle procedura di scelta, arrivando a dire che gli incarichi esterni vengono "tutti conferiti intuitu personae", e cioè assegnali senza "obiettivi criteri di scelta". Essenziali, visto che si tratta di una società pubblica. Quello disegnato dai magistrati contabili è un quadro a tinte fosche. Lo stesso che si ritrova davanti Mario Landolfi, quando nella primavera del 2005 sostituisce Gasparri. I rapporti con Chirichigno si fanno subito tesi e portano il neo ministro ad accantonare l'ex dirigente Telecom, nominando nuovi vertici. Ma è solo il primo passo: l'attuale presidente della Vigilanza Rai capisce dove si trova la falla, e a modo suo cerca di ripararla. Prima di tutto cancella i forfait per i manager. Poi però chiude anche i rubinetti del Ministero, bloccando gran parte dei soldi già stanziati in bilancio: secondo le stime della Corte dei Conti, nel 2005-2006 Infratel ha potuto ricevere solo il 15 per cento delle risorse che in teoria le spettavano.
Ma se la stretta di Landolfi ha posto un freno alla disinvolta gestione dell'era gasparriana, in pratica ha strozzato lo sviluppo della società, che intanto nel 2006 aveva iniziato a posare cavi e costruire reti. Lo si legge fra cifre e tabelle nell'allarmata relazione del collegio sindacale di Infratel in occasione dell'approvazione del bilancio 2006. I sindaci parlano di situazione finanziaria "preoccupante": un debito di 40 milioni con le aziende fornitrici e un credito di 29 milioni con un Ministero che non intende sborsare. È un'impasse che crea "gravi difficoltà nella gestione dell'azienda", e viene segnalata anche dalla Deloitte, che ha certificato il bilancio. Non sorprende quindi, vista la sua storia e il dilatarsi dei tempi burocratici per i permessi, che Infratel sia in ritardo sulla tabella di marcia per la realizzazione delle sue infrastrutture. L'analisi della Corte è impietosa: al 31 dicembre 2006 è stato realizzato soltanto un terzo delle opere previste. In particolare. L'indice di copertura della banda larga nei comuni è risultato del 23 per cento, mentre la copertura in fibra ottica delle centrali telefoniche non ha superato il 20 per cento.
Una sorte ben triste per quello che era fondamentalmente un innovativo strumento di welfare. Infratel andava a coprire necessità reali, come quelle sentite dai paesini di montagna, dalle zone rurali e dalle isole grandi e piccole, dove certamente si punta anche su Internet per lottare contro il progressivo spopolamento. Eppure già dal principio si era partiti con il piede sbagliato: dal presupposto, o peggio dal pregiudizio, che il digitai divide fosse circoscritto al Sud, limitando perciò il raggio d'azione dell'azienda. Che così non fosse lo dimostrano gli attuali circa due milioni dì esclusi fra Piemonte, Lombardia e Veneto. Esclusi che spesso si organizzano in comitati, come quello A Banda Stretta, formato da abitanti e aziende della provincia di Torino che lamentano lo stato di cittadini digitali di serie B. Tuttavia, visti gli sprechi, questo pregiudizio non sarebbe stato che il minore fra i peccati originali della società pubblica nata dalla fantasia di Alleanza nazionale.
Dopo un inizio cosi disastroso, oggi pare che qualcosa stia cambiando dalle parti di Infratel. Nel giugno scorso il consiglio d'amministrazione, completamente rinnovato, è anche dimagrito da sette a tre componenti, dimezzando così il costo: dagli 80 mila euro l'anno in gettoni di presenza di gasparriana memoria, ai 40 mila attuali. Inoltre si lavora per invertire la rotta e tornare a ciò che c'era di buono nell'idea originaria. Ovviamente non sono sparite le consulenze, ma almeno i nomi e i compensi dei fortunati sono disponibili sul sito Internet della società. Tramonta poi il rischio di realizzare infrastrutture-doppioni: niente più accordi con singole regioni, ma un piano nazionale coordinato dal Ministero. A ridare un po' di fiato alle casse dell'azienda arriva ora la Finanziaria 2008, che stanzia 50 milioni per la riduzione del digital divide su tutto il suolo nazionale. Dal profondo Sud al profondo Nord. Mai troppo presto per il pastore di quella vecchia pubblicità che voleva vendere i propri formaggi via Internet. E si chiedeva: "Chi sarà lo scemo del villaggio globale?".


Giornalista del settimanale L'Espresso